Iaia Forte parla de La Morte di Danton

Sabato 6 Maggio 2017, Corriere Fiorentino

«Con un cast di trenta attori, uno staff di dieci tecnici, un testo così ricco complesso, La morte di Danton dovrebbe servire da esempio per tanti teatri pubblici italiani». Non nasconde il suo orgoglio, Iaia Forte, che da martedì a domenica (feriali ore 20.45, festivo ore 15.45) sarà in scena alla Pergola con lo spettacolo kolossal diretto e prodotto da Mario Martone col suo Stabile di Torino.Troppo spesso i teatri sono attratti da attori televisivi e spettacoli di evasione — continua l’attrice — questo invece è un progetto di invasione dell’immaginazione, del pensiero, della bellezza, che riveste appieno la vera missione del teatro». E il risultato c’è. Già molti premi vinti: tre Maschere del teatro e un Premio Ubu, per una rappresentazione di oltre tre ore. «È una maratona per tutti, interpreti e spettatori, ma alla fine il pubblico ci ringrazia di essere stato stimolato e rispettato».

Al centro il dramma che Georg Büchner scrisse nel 1835 a 22 anni, poco prima di Leonce e Lena e Woyzeck , e dedicato allo scontro finale fra Danton e Robespierre. La nuova traduzione — appena pubblicata da Einaudi — è a cura di Anita Raja, la scrittrice che per molti si celerebbe anche dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante (di cui Martone ha diretto al cinema L’amore molesto ).«Per me questo testo racconta l’incapacità e il fallimento dei movimenti rivoluzionari, perché qui la Rivoluzione divora se stessa». Siamo nel 1794, quando i due ex amici ormai incarnano due visioni opposte della politica. Danton, interpretato da Giuseppe Battiston, vorrebbe stabilire un ordine Repubblicano, mentre Robespierre, un pluripremiato Paolo Pierobon, insegue una visione intransigente e mai sazia di sangue. Da qui nasce il processo e la condanna a morte di Danton. «Dopo poco sarà ghigliottinato anche Robespierre. È una disfatta totale. Ma non si parla solo di storia e politica in questo spettacolo: come tutti i grandi classici, qui Büchner mette in scena un microcosmo umano con mille sfaccettature. Richiede un notevole esercizio di immersione sul piano storico e umano». Lei interpreta Julie, la fedelissima moglie di Danton, pronta a seguirlo anche in extremis, con il suicidio. «Provo una grande ammirazione per questa donna: io non sarei stata capace di fare lo stesso. Tutti i personaggi del testo hanno una dimensione alta, e Julie dimostra una statura esemplare che la porta ad un gesto fortissimo anche rispetto alla sua epoca. Negli ultimi giorni, cerca di confortare e proteggere il marito, che inizia a sentire il rimorso per i tanti morti seminati nel corso della Rivoluzione». Il legame con Martone dura da tempo. Nel 1993 fecero insieme Rasoi , prima sul palco e poi sul grande schermo, e negli ultimi anni hanno lavorato insieme per Il Giovane Favoloso , il film su Leopardi con Elio Germano, e Carmen , lo spettacolo teatrale di Enzo Moscato andato in scena con l’orchestra di Piazza Vittorio. «È un regista che stimo moltissimo: viene dal teatro sperimentale e ha saputo conservare uno spirito vitale e curioso. Sono davvero pochi gli artisti come lui, che mantengono un senso alto del teatro». E con l’Orchestra di Piazza Vittorio ha da poco debuttato a Roma con La storia del Soldato , che sarà in scena a Firenze nella prossima stagione: «è bello sentire la partitura originale ritradotta con le musicalità etniche e le caratteristiche tipiche di quest’ensemble», dice. Si tratta di una produzione originale del teatro della Toscana che vedrà la partecipazione sul palco di Paolo Mieli, per introdurre e contestualizzare il lavoro di Stravinskij. Oltre a recitare, l’attrice dovrà anche cantare: «lo faccio spesso e volentieri. Anche nel mio Tony Pagoda cantavo tre pezzi in scena». Dal testo di Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione , ha infatti tratto due spettacoli. Vestita per la prima volta da uomo, interpretava nel primo capitolo la tournée americana del protagonista, un cantante spaccone e sessista, mentre nella seconda parte si concentrava sul ritorno in Italia di Tony, col conseguente radicale cambio di vita. «Mi sono affezionata moltissimo a questo personaggio, che ho portato anche in Usa, Cina, Francia e Inghilterra». Prossimi impegni? «A giugno sarò in scena con Ennio Fantastichini al Napoli Teatro Festival con Tempi Nuovi , scritto e diretto da Cristina Comencini e da ottobre interpreterò il nuovo spettacolo di Valerio Binasco: Che fine ha fatto Baby Jane» .

Gherardo Vitali Rosati

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