Intervista a Gherardo Vitali Rosati (il mestiere di scrivere)

Gherardo Vitali Rosati_RugnoneIntervista a Gherardo Vitali Rosati
di per www.iltabloid.it.

1) Lei è scrittore, drammaturgo, regista e critico teatrale, diversi aspetti di una stessa identità artistica. Quale di essi le appartiene più intimamente?
Ho fatto un percorso tortuoso, che è partito dal pianoforte, passato dalla fisica, e sfociato nel teatro, inizialmente come attore. Adesso il modo in cui riesco a esprimermi al meglio è certamente la drammaturgia. È sempre faticoso e mai immediato per me creare un personaggio, una scena, una storia, anche La Cura mi ha richiesto moltissimo tempo. Ma, come i lavori precedenti, mi ha consentito di capire delle cose nuove su di me, sui rapporti familiari, sulla malattia, e ora che lo spettacolo sta andando in scena mi pare che anche il pubblico riesca a ritrovarvi brandelli della propria intimità.

2) Tracciando una linea del tempo immaginaria : quali sono gli spettacoli più significativi dai suoi esordi ad oggi?
Prima de La Cura, l’altro lavoro in cui sono riuscito a rispecchiarmi al meglio è stato Fumo Blu. Entrambi partono da esperienze personali e dall’esigenza di riflettere su situazioni che ho vissuto. In quel caso si parlava della vita di coppia di due trentenni in relazione a lavori belli ma non facili: il giornalismo e la danza.

3) La genesi dello spettacolo “La cura”. Quando è stato il momento in cui ha deciso che avrebbe scritto l’opera teatrale?
Cinque anni fa mia madre ha scoperto di avere una seria malattia. L’ho accompagnata per mesi a visite mediche ed esami in giro per l’Italia. In quel periodo faticoso, dove avevo messo da parte per un momento molti appuntamenti di lavoro, mi sono accorto di quanto fossero importanti quei momenti “rubati”, come un viaggio in macchina per andare a Udine, o un pranzo lontano da casa in attesa di un consulto. Ho deciso così di raccontare questo percorso.

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