“Firenze è il mio Harem”. Intervista a Serra Yilmaz

Serra Yilmaz10 gennaio 2018. Corriere Fiorentino

L’attrice turca a Rifredi con lo spettacolo cult. Poi le «Memorie di una prostituta»

Quando, l’anno scorso, il teatro di Rifredi ha provato a sospendere L’ultimo Harem , dopo oltre dieci stagioni, è stato il pubblico a reclamarlo. «Venivo costantemente fermata da persone che mi chiedevano perché non tornavamo in scena, desiderose di portare amici e familiari», racconta Serra Yilmaz, protagonista dello spettacolo che da domani al 21 gennaio torna ancora una volta a Rifredi (feriali ore 21, domenica ore 16.30). Il lavoro di Angelo Savelli, ispirato ai racconti antichi delle Mille e una Notte e a quelli contemporanei di Nazli Eray, è diventato un vero e proprio cult. «Gli spettatori adorano questa dimensione intima. Seduti sul palco a poca distanza da noi, si sentono coinvolti e riescono a cogliere ogni minima sfumatura del nostro sguardo».

Siamo a Istanbul, nel 1909, nel palazzo sultano Adul-Hamid, alla vigilia della chiusura degli harem. Serra Yilmaz incarna la guardiana Seza, che cerca di tranquillizzare una giovane favorita (Valentina Chico) in attesa di essere chiamata dal sultano. Per insegnarle come comportarsi, le racconta una storia: Hassan l’orafo (interpretato da Riccardo Naldini) che si innamora di una donna con le ali. Ma fra i vari personaggi che porta in scena nell’Harem, si sente particolarmente vicina a Nebilè, che nella seconda parte ci riporta nella Turchia dei nostri giorni. «Questa casalinga che si annoia e decide di fuggire dal marito scavando un tunnel nella parete mi piace molto. Alla fine anche lei inizierà a raccontare storie: d’altronde io sono una narratrice, è la cosa che amo di più».

E dal 25 al 27 gennaio, sempre a Rifredi, andrà in scena Grisélidis , Memorie di una prostituta . Un monologo scritto dall’attrice della Comédie Française Coraly Zahonero a partire dagli scritti e dalle interviste di Grisélidis Réal. «Mi ha affascinato moltissimo questa donna ribelle, una figura che manca un po’ oggi. Ha sempre lottato, anche quando era in fin di vita non ha smesso di portare la sua testimonianza in difesa delle prostitute».

In scena col sassofonista Stefano Cocco Cantini e diretta dal regista Juan Diego Puerta Lopez, l’attrice continua così la sua lotta per la libertà delle donne. «Sogno una donna più libera, più affermata, più partecipe, più equa. È incredibile che solo ora, nel 2018, l’Islanda sia stato il primo Paese a riconoscere la parità di retribuzione per uomini e donne. Trovo anche molto importante il movimento #metoo contro le molestie sessuali che sta contaminando tutti i paesi».

Attrice feticcio di Ferzan Özpetek, ha conosciuto Savelli grazie al regista turco, durante un suo viaggio a Istanbul. E ha ricambiato il favore: il maestro ha dichiarato che l’idea del suo ultimo film, Napoli velata , è nata durante una festa a casa sua. «Ci fu un brunch da me, e Ferzan conobbe una amica mia, un medico. Gli raccontò un fatto che gli è rimasto in mente, da cui è nata l’idea per questo film. A me piace far incontrare i miei amici, è così che nascono cose imprevedibili». Dopo una vita sul palco e sul set, adesso Serra firma la sua prima regia cinematografica, sempre al fianco del suo amico Özpetek. «Ferzan ha coprodotto questo mio primo lungometraggio che esce in sala in Turchia il 2 febbraio. È il remake di Perfetti sconosciuti , ma il titolo turco si può tradurre Lo straniero nella mia tasca ». Intanto però consolida anche il suo legame con Firenze, dove ha appena preso casa: «Ho sempre avuto l’idea di abitare qui e ne sono molto felice. Questa città è un piccolo gioiello da scoprire, c’è sempre un quadro o un museo da andare a vedere».

Gherardo Vitali Rosati
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