Castiglioncello a Teatro. Parla Andrea Nanni

andrea nanniPoesia, mare e grandi interpreti. È questa la chiave di Ai margini del bosco, la rassegna che si terrà a Castiglioncello nei giorni nel ponte della Festa della Repubblica (2-5 giugno). Per sfruttare al meglio le ricchezze del territorio, ogni serata si svolgerà in uno dei luoghi più suggestivi della zona: dalle Spiagge bianche al Castello Pasquini, passando per l’Agriturismo Casale del Mare col suo panorama mozzafiato. Non solo: nella pausa fra i due eventi in programma ogni giorno ­– alle 19 e alle 21 – sarà offerto anche un buffet, compreso nel biglietto unico da 10 euro.

Fra gli ospiti più attesi, una provocante Sonia Bergamasco in guepière che incarnerà la Salomè nella riscrittura firmata dalla stessa attrice con Francesco Giomi, direttore dei Tempo Reale (3 giugno). Ma ci sarà anche Iaia Forte, per una intensa serata dedicata a Saffo, Emily Dickinson ed Elsa Morante (2 giugno). Spazio a Dante per una lettura proposta da Claudio Morganti (5 giugno), mentre La Ballata del Vecchio Marinaio di Coleridge sarà interpretata da Roberto Latini (4 giugno). Fra i poeti, che nella prima parte di ogni sera leggeranno le proprie opere, Mariangela Gualtieri, Patrizia Cavalli ed Elisa Biagini.

A coordinare la kermesse è Andrea Nanni, che da novembre ha preso il posto di Massimo Paganelli al timone di Armunia, l’associazione che gestisce cinque sale e numerosi progetti sulla Costa degli Etruschi. Nato come critico teatrale per quotidiani e riviste di settore, ha poi collezionato una serie di incarichi organizzativi in molte realtà nazionali: consulente al Metastasio, condirettore del Festival di Santarcangelo, direttore del Ttv festival di Riccione. «Mi ero stancato della solitudine del critico: sentivo il bisogno di lavorare in squadra e di dedicarmi anche a cose pratiche». E già nella stagione invernale ha introdotto le sue novità, a partire da una programmazione dedicata ai più piccoli. «È stato davvero un successo – spiega Nanni, che forse in virtù dei suoi due figli, sette e undici anni, è particolarmente attento a queste iniziative – abbiamo avuto una media di trecento spettatori a sera e a volte siamo stati costretti a rimandare a casa molte famiglie». La stessa idea sarà introdotta nel tradizionale festival Inequilibrio, che si svolgerà dal 1 al 10 luglio al Castello Pasquini. «Faremo vivere il parco del Castello con una serie di iniziative interattive per bambini. Con loro ci dedichiamo specialmente all’attenzione per l’ambiente: abbiamo anche proposto un’iniziativa che premia con un biglietto ridotto tutti i bambini che ci portano dieci bottiglie di plastica», dice il direttore artistico, che però non si ferma qui. Per coinvolgere anche persone che non sono mai state a teatro, ha scelto di «invadere ogni angolo della città: la pineta, la spiaggia, i negozi e persino le case».

Ecco allora che Virgilio Sieni, tra gli ospiti del festival, «lavorerà con delle bambine e delle donne anziane nelle loro case: per questo costruiremo un apposito percorso per il pubblico attraverso le abitazioni private». Ovviamente Inequilibrio seguirà la sua vena storica. «Come sempre privilegeremo i giovani gruppi, anche se cambieranno i nomi: ogni direttore porta infatti con sé le sue preferenze. Le mie però non sono legate a un linguaggio specifico, non mi interessa un festival a senso unico: la scena contemporanea è molto variegata e questa è una ricchezza che va rispettata».

Fra le tante attività coordinate da Armunia, Nanni si concentra anche sulla formazione: «da una parte i laboratori nelle scuole, dall’altra gli incontri professionali. Nel 2012 ospiteremo il workshop «Olive», che raccoglie le scuole di teatro di vari paesi europei, coordinate dalla Paolo Grassi di Milano». Ma certo non è facile prendere in mano un festival culturale in questo momento storico, con i continui tagli alla cultura. Anche se il Fondo Unico per lo Spettacolo, prima tagliato, è appena stato reintegrato. «È stato riportato al livello del 2010, ma nel 2010 tutti ci lamentavamo perché aveva raggiunto il minimo storico. La situazione qui è difficile come dappertutto, ma a differenza di quello che accade altrove – spiega Nanni – qui c’è un impegno preciso da parte della politica locale, non solo a non chiudere Armunia, ma anche a rilanciarla».

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