Edimburgo: in scena Firenze con Francesca Selva, e il sogno di un Fringe fiorentino

Corriere Fiorentino, 17 agosto 2012

EDIMBURGO «Qui a Edimburgo la sensazione è travolgente: ci metti tre giorni per ambientarti, ma poi ti lasci prendere da questo straordinario miscuglio di culture, paesi e artisti che partecipano al festival». Appena uscita dallo Zoo Theatre, dove da una decina di giorni sta andando in scena il suo Sulle tue labbra dolcissime, Francesca Selva sgattaiola fra gli strilloni che fanno di tutto per convincerti a vedere i loro shows. Fra i 2.600 spettacoli del Fringe Festival, il suo originale lavoro di danza ci è arrivato grazie a Florence For Fringe, il concorso promosso da Cultcube che ha messo in palio l’invito in Scozia e una rappresentazione alla Pergola, andata in scena per la Notte Bianca. E già si parla di uno sviluppo futuro, che potrebbe sfociare in un Fringe nostrano, magari legato all’Estate Fiorentina, portando in Italia successi scozzesi e viceversa. Intanto Riccardo Ventrella e i responsabili di Cultcube sono appena ripartiti dalla Scozia dopo aver tenuto a battesimo il loro primo progetto sbarcato oltre la Manica.

«Per noi questo concorso è stata un’ottima opportunità – spiega la Selva – non credevamo affatto di poter vincere, eravamo partiti da Siena, dove lavoriamo, senza molte speranze. Poi il provino è andato bene, i ballerini sono stati bravissimi e i giudici sembravano contenti. Ma quando ci hanno chiamato per informarci della vittoria non ci credevamo: è stata una sorpresa bellissima». Certo che al viaggio e all’alloggio ci hanno dovuto pensare da soli: «ho dato fondo ai miei risparmi – dice la coreografa – siamo in dieci e le spese sono tante, ci tengo a pagare tutti in maniera corretta». Ma la sua è una situazione invidiabile per Edimburgo, dove gli artisti arrivano a sborsare anche 20.000 sterline per l’affitto di uno spazio. Il vantaggio è che qui, se sfondi, sei “arrivato”. «È un ottimo banco di prova – spiega Kath Mainland, direttrice del Festival – alla fine per alcuni il telefono inizia a suonare in continuazione, mentre molti altri capiscono che hanno sbagliato strada, e magari scelgono di diventare idraulici».

Per Francesca Selva l’opzione B pare ormai esclusa, anche perché non è proprio alle prime armi. Dopo gli studi all’Accademia di Roma e alla Scala, ha lavorato con maestri come Roland Petit, a Marsiglia, per poi passare dall’Opéra di Lille e da altre formazioni in Francia, Italia e Messico. Nata da madre francese e padre italiano, l’internazionalità ce l’ha nel sangue. «Non si possono fare molti paragoni perché questa situazione è unica al mondo – spiega – solo ad Avignone esiste una realtà analoga. Ma per noi sembra un altro mondo. Abbiamo avuto articoli su molti importanti giornali britannici, dal Guardian all’Herald (che hanno dispensato ottimi giudizi, tante stellette e pure un “Must see” sulla rivista online The Stage, n.d.r.) mentre un manager dell’Opera di Glasgow ha pianto e ci ha detto che non aveva mai visto niente del genere al Fringe. Stiamo incontrando molti operatori e speriamo che tutto questo possa aprirci qualche strada».

E certamente se lo meritano, con questi cinquanta minuti di danza che contaminano classico, moderno e hip hop mentre sullo sfondo scorrono le creazioni del giovane video-artista Giovanni Mezzedimi. Lo spettacolo si basa sul film Io la conoscevo bene, dove una giovanissima Stefania Sandrelli interpretava una ragazza alle prese con la crudeltà del mondo dello spettacolo. Con una colonna sonora incalzante – da Anthony and the Jonsons ai Metallica – seguiamo i movimenti di questi cinque danzatori, in abiti coloratissimi e sgargianti. Un lavoro estremamente preciso e ritmato, molto godibile e curato nei minimi dettagli, anche se la struttura non è sempre chiara. Si racconta una storia di debolezza, che si chiude con il video di un uomo nudo in una vasca da bagno, in un enorme spazio aperto. Un buon modo per portare un po’ di Toscana in Scozia, rispolverando il gemellaggio fra Firenze e Edimburgo.

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