Si apre fra le proteste la nuova produzione del Metastasio

isola tommaso santiFirenze, 7 ottobre 2010

Si è aperta ieri (6 ottobre), la nuova stagione del Metastasio, con lo spettacolo Isola, un nuovo testo di Tommaso Santi messo in scena da Paolo Magelli (al Fabbricone fino al 28 ottobre). L’attrice e regista Naira Gonzales ha interrotto la rappresentazione protestando contro lo spettacolo. (Vedi il video: http://youtu.be/9L-Gn7pn9ic)

Noi avevamo seguito le prove, che vi mostreremo con il prossimo speciale di Chi è di scena, in onda da giovedì 11 ottobre.

Per approfondire lo spettacolo, condurrò l’incontro con la compagnia, al Fabbricone, il 19 ottobre alle 23, dopo la rappresentazione.

Ecco il pezzo scritto per Il Corriere Fiorentino (pubblicato parzialmente sull’edizione del 6 ottobre, vedi foto in basso).

A quasi un anno dal disastro della Costa Concordia, arriva in teatro una storia di naufraghi alla deriva: sette personaggi in mezzo al mare salvatisi per miracolo dall’inabissarsi di una nave da crociera. Ma Isola, al Fabbricone dal 6 al 28 ottobre, sfugge a ogni realismo: «il riferimento all’attualità è puramente casuale, lavoro a questo testo già due anni», spiega il giovane drammaturgo Tommaso Santi. Trentasei anni, pratese, Santi è molto attivo in teatro, tv e cinema. Ha recentemente partecipato all’ultimo festival di Cannes con un cortometraggio, Perché no?, interpretato da Maurizio Lombardi e dal piccolo Tita Malerba, e ora arriva al Metastasio con questa commissione del teatro.

Il direttore dello Stabile della Toscana, Paolo Magelli, ha voluto importare in Italia un modello diffuso all’estero, dove esistono appositi uffici per le relazioni con i nuovi drammaturghi. Sarà lo stesso Magelli a firmare la regia, chiudendo il festival Contemporanea e avviando la nuova stagione dello Stabile. In scena i cinque attori della compagnia stabile del Metastasio (Valentina Banci, Mauro Malinverno, Elisa Cecilia Langone, Francesco Borchi e Fabio Mascagni) insieme ad Andrea Bacci e Monica Bauco. In seguito a un incidente durante le prove, la Bauco è costretta a camminare con le stampelle, e dovrà trovare una soluzione per portare in scena il suo personaggio: una cantante che non è mai scesa dalla sua nave, un po’ come Il pianista sull’oceano.

«Per scrivere Isola sono partito da una domanda ‒ spiega ancora Santi ‒ di fronte a tanti naufragi di disperati, purtroppo all’ordine del giorno, mi sono chiesto che cosa sarebbe successo se fossero naufragati degli occidentali benestanti». Ecco allora che la realtà diventa un pretesto per una riflessione profonda sull’esistenza umana. Isola si rifà esplicitamente alla Tempesta di Shakespeare ed è un po’ una metafora dei nostri tempi, intrisa di citazioni letterarie, a partire da Sartre (ricorda un po’A porte chiuse), ma anche televisive e cinematografiche. «C’è un’intera memoria collettiva sui naufragi, io ho attinto a molte opere che parlano di isole e di uomini alla deriva». I dispersi approderanno poi all’Isola del titolo, una originale creazione dello scenografo Lorenzo Banci, realizzata con il sostegno dell’Asm, responsabile l’azienda dei rifiuti a Prato. Lì, un po’ come nel Signore delle Mosche, si scontreranno sulle regole da darsi. «L’isola sembra una salvezza ‒ continua l’autore ‒ ma puntualmente i naufraghi ripeteranno tutti gli errori della loro vita precedente. Qualcuno proporrà modelli oppressivi mentre altri cercheranno la democrazia».

Per il regista, Paolo Magelli, questa libera rilettura shakespeariana è un chiaro specchio dei nostri tempi. «La tempesta è un testo legato alla fine del Rinascimento – spiega ‒ fu una transizione difficile, proprio come il momento che stiamo vivendo, dominato dall’elettronica e dalla finanza. Stiamo abbattendo la cultura del Novecento, a partire dallo stato sociale conquistato con tante fatiche, e ci sentiamo un po’ su una barchetta in Tempesta». Anche per Santi «viviamo in un’epoca in cui i punti di riferimento sono pochi e le certezze spariscono», ecco allora che il tema affrontato prende una forte valenza simbolica, e non sarà un caso se nella stagione del Metastasio spiccano altri due allestimenti del capolavoro di Shakespeare: quello diretto da Valerio Binasco, coprodotto dallo Stabile della Toscana (14-18 novembre) e la versione con le poetiche marionette di Carlo Colla e Figli, basata sulla traduzione di Eduardo De Filippo (24-27 gennaio).

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