Stefano Accorsi e Marco Baliani presentano l’Orlando

Accorsi-BalianiCorriere Fiorentino, 16 novembre 2013

“Se Orlando fosse riuscito a raggiungere la sua amata Angelica avrebbe compiuto un femminicidio!”. Marco Baliani racconta così il suo Giocando con l’Orlando, che porta in scena in prima nazionale alla Pergola insieme a Stefano Accorsi (da martedì a domenica, feriali ore 20.45, festivi ore 16.45). “La follia di Orlando è data dalla gelosia, è un killer spietato e narcisista, che va in giro distruggendo ciò che trova, senza accettare che una donna non corrisponda il suo amore. D’altronde Angelica non lo ama e non lo ha mai amato”. Sono questi, per gli interpeti, i temi al centro del Furioso: amore e gelosia, che, se non vissuti bene, provocano disastri.

“Anche perché – continua Accorsi – bisogna capire che cosa s’intende per “amore”: in realtà Orlando e Angelica non si conoscono neppure. Se interpretiamo in modo sbagliato questo termine nascono comportamenti errati, e manca il rispetto per l’altra persona”. Per spiegare da cosa nascano sentimenti così contrastanti, il Furioso ci presenta la scena della fontana. “Ci sono due cannelle – dice Accorsi – una distilla amore, chi beve da lì s’innamora della prima persona che vede, l’altra distilla odio. Succede ad esempio che Rinaldo – cugino di Orlando – beve contemporaneamente ad Angelica, e così pure lui si invaghisce della ragazza, mentre lei lo odierà immediatamente”.

Lo spettacolo nasce dal Furioso Orlando, il lavoro diretto da Baliani e interpretato da Accorsi con Nina Savary, andato in scena nella scorsa stagione. È stato proprio durante la tournée che è nata l’idea di Giocando con l’Orlando. “Eravamo ad Asti – dice il regista – ma Nina non riuscì a prendere l’aereo e le scenografie non partirono da Napoli. C’erano più di ottocento prenotazioni, i produttori erano disperati. Siamo andati in scena così, senza costumi e senza luci, improvvisando. Io, che non conoscevo a memoria il testo, ho recitato le parti femminili e ho riprodotto con il suono della voce tutti i rumori di scena. Lì è nata l’idea di creare una nuova messinscena”.

Se l’anno scorso i versi dell’Ariosto erano interamente affidati ad Accorsi, mentre la Savary cantava e commentava alcune scene con osservazioni che condannavano il maschilismo dell’opera, ora il suo ruolo è ricoperto dal regista. Baliani dialogherà continuamente con Accorsi, rendendo più fluido lo spettacolo. “Io sono continuamente stimolato da Marco – spiega Accorsi – le mie azioni sono conseguenti alle sue: è più facile rispondere quando qualcuno ti fa una domanda”. Ma ci sarà anche una parte d’improvvisazione, in rime ariostesche: “è uno spettacolo molto raccontato al pubblico, continua Accorsi – decade ogni convenzione teatrale”. D’altronde – dice Baliani – “siamo in Toscana, dove la tradizione delle rime è particolarmente feconda. Autori come l’Ariosto e l’Alighieri si sono senz’altro ispirati anche alla cultura popolare”.

Per portare in scena queste storie, Baliani ha voluto un allestimento minimalista, ma con alcuni elementi di grande valore. Vedremo infatti 12 coloratissimi cavalli, disegnati da Mimmo Paladino, mentre i costumi sono firmati da Alessandro Lai, allievo di Piero Tosi, che si è appena aggiudicato il Premio Oscar. Con Giocando con l’Orlando, coprodotto dal teatro della Pergola, s’intensifica la collaborazione fra Accorsi e Baliani e il teatro fiorentino. L’anno prossimo partirà proprio da qui il nuovo progetto dedicato al Decameron e supportato dalla Pergola. “Qui abbiamo lavorato benissimo – dice Accorsi – con grande entusiasmo”.

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