Grande Mauri in Edipo. Ma la regia è troppo statica – recensione

edipo glauco mauriSabato 12 Novembre 2016, Corriere Fiorentino

È accurato ma mai brillante l’Edipo della Compagnia Mauri-Sturno, in prima nazionale alla Pergola (stasera ore 20.45 e domani ore 15.45). Andrea Baracco dirige l’«Edipo re» e ce lo avvicina con videoproiezioni, effetti sonori e una scenografia contemporanea, ma non convince la sua direzione attoriale (e in parte nemmeno il cast). Corretto ma mai brillante l’Edipo di Roberto Sturno, un po’ artificiale il Coro (Ivan Alovisio), per non parlare di Creonte (Roberto Manzi). Fanno eccezione il Tiresia di Mauri, il naturalissimo Nunzio di Mauro Mandolini e la Giocasta di Elena Arvigo, che sarà più credibile, per età, come Antigone, a Colono. Qui, Edipo diventa Mauri, il cui talento attoriale non è stato intaccato dall’età. È lui a dirigere la tragedia, scegliendo una bella scenografia bianca e minimale (di Maria Crisolini Malatesta). Ma in mancanza di azioni la sua regia risulta statica, e si procede a fatica verso il finale.

Gherardo Vitali Rosati

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