Teatro italiano all’estero: vince la tradizione

Pubblicato sul n. 8 (marzo 2018) della rivista Il Teatro e il Mondo, p. 9.

La drammaturgia italiana continua ad appassionare il pubblico internazionale. Se si parla spesso di qualche nome molto rappresentato all’estero, mancano, in genere, numeri precisi. Per questo, abbiamo interrogato la Siae, che ha estratto apposta per Il Teatro il Mondo i dati che qui riportiamo, relativi ai dieci testi italiani più rappresentati all’estero fra il 2006 e il 2017. Ovviamente, precisa la Società Italiana degli Autori ed Editori, si tratta delle cifre relative agli autori rappresentati dalla Siae (si può scegliere di non iscriversi) e degli allestimenti andati in scena nei paesi dove l’agenzia ha una consorella o dove ha rilasciato autorizzazioni dirette agli utilizzatori. I dati coprono dunque molti paesi europei (ma non, ad esempio, Germania e Regno Unito), e quelli del Sudamerica, ma mancano intere aree come gli Stati Uniti, e continenti come Oceania, Asia e Africa. Non solo: ci si riferisce qui al numero di “autorizzazioni”, che vengono concesse per ogni allestimento, a prescindere dal numero di repliche che poi vengono messe in scena. Al primo posto troviamo dunque Alessandro Baricco, col suo Novecento. Il monologo scritto per Eugenio Allegri e portato al cinema da Giuseppe Tornatore con La leggenda del pianista sull’oceano, ha registrato 213 allestimenti in oltre venti paesi. Lo segue, con 160 rappresentazioni, Sergio Bardotti, il paroliere di Piazza Grande o Occhi di Ragazza: negli anni Settanta scrisse con Luis Bacalov una commedia musicale per bambini, I musicanti, ispirata ai Musicanti di Brema dei fratelli Grimm, che da oltre trent’anni continua a sbancare al botteghino in America Latina. Fra i nostri premi Nobel, non ci sono dati per Pirandello, poiché i diritti d’autore sono ormai scaduti e quindi le rappresentazioni sono libere, compare ma Dario Fo, con ben tre delle sue opere. Non stupisce che Coppia aperta, quasi spalancata abbia registrato 129 autorizzazioni: già nel 2013, lo stesso Fo dichiarava: “è il nostro testo più fortunato, ha avuto oltre 700 allestimenti”, e attribuiva l’intera paternità a Franca Rame. Più giù nella classifica ci sono anche Donna sola (58 autorizzazioni) e ovviamente Mistero Buffo (55). Non poteva mancare l’altro pilastro del Novecento italiano, che al Nobel fu candidato ma senza fortuna: Eduardo De Filippo, con due sue commedie. Il successo più grande l’ottiene Filumena Marturano, sempre amatissima, che nel periodo esaminato conta 81 autorizzazioni, e un po’ più sotto compare anche Il cilindro (53). In classifica anche un capolavoro per i più piccoli: Le avventure di Cipollino, di Gianni Rodari (71 autorizzazioni). E poi il prolifico Aldo Nicolaj, autore di più di centoventi testi, molto amato all’estero. Il suo Non era la quinta, era la nona, ha registrato 63 autorizzazioni. Completa il gruppo il fiorentino Giulio Scarnicci, sceneggiatore per Tognazzi e Vianello, e autore, per il teatro, di Cavalli e lenticchie, 56 autorizzazioni, soprattutto in Russia, Israele e in Europa dell’Est.

Gherardo Vitali Rosati
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