Il Gabbiano di Korsunovas vola in alto a Pontedera

Martedì 6 novembre 2018, Corriere Fiorentino.

Tre ore in lituano che passano più veloci di venti minuti in italiano, un testo che ha più di cent’anni ma sembra scritto ieri. Applausi che, giustamente, non finiscono mai. Nel Gabbiano di Cechov, messo in scena da Oskaras Korsunovas al teatro Era di Pontedera, gli attori iniziano a parlare con le luci di sala accese, e ti chiedi se stiano improvvisando o parlando fra loro. Ci vuole un attimo prima di riconoscere quelle battute sentite e lette tante volte ma che ora vengono dette con una naturalezza tutta nuova. Non c’è scenografia, non ci sono costumi, nessuna barriera fra gli attori e il pubblico. Lo si fa spesso, ma mai con questi risultati. Complice un cast di dieci attori, tutti davvero eccellenti, che sanno riempire di senso e di emozioni ogni parola. Così, ci si immedesima nei sogni giovanili di Kostja e di Nina, e si soffre nel trovarli cambiati, come se si spiasse in diretta una storia ricca e affascinante, e così piena di dolore.

Gherardo Vitali Rosati
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